Lo Smart Packaging

Come avevamo accennato qui, il digital packaging è il risultato della somma di diverse componenti innovative, tra le quali vi è anche lo smart packaging. Grazie alle nuove tecnologie e ad industria 4.0 nasce una nuova tipologia di imballaggio che permette di migliorare l’esperienza d’uso del consumatore: lo smart packaging. Sottolineiamo da subito, che non bisogna confondere lo smart packaging con l’imballaggio intelligente. Il primo garantisce nuove e più agevoli condizioni di uso, trasformazione e consumo dei prodotti e, di conseguenza, più vantaggi per il consumatore. Invece il secondo fornisce unicamente informazioni più complete sul prodotto, fino a ricavarne la completa tracciatura.

Alcuni esempi di imballaggi “smart” possono essere: contenitori capaci di sviluppare calore per scaldare il contenuto al momento del consumo; confezioni alimentari dotate di valvole per la fuoriuscita di vapore in alimenti cotti al vapore; valvole per espellere la CO2 da alimenti fermentati o per percepire gli aromi del prodotto. Tutti esempi di imballaggi che migliorano a livello funzionale l’esperienza dell’utilizzatore.

Ma non esistono solo soluzioni “fisiche”, il grande vantaggio degli imballaggi smart è quello di saper ampliare l’experience del consumatore coniugando esperienza fisica ad esperienza digitale.

Fisico + digitale

Secondo noi di BLUE BOX 4.0, il principale vantaggio dello smart packaging è  la seguente: rappresenta la soluzione al tanto agognato tema del come unire fisico e digitale. Ad Ipack-Ima 2018 sono state presentate diverse soluzioni capaci di integrare esperienza online ed esperienza offline, ad esempio un nuovo pack progettato da Arxit : tramite il proprio smartphone il consumatore potrà interagire con il packaging. Dopodiché sarà il packaging a parlare, in base agli interessi del consumatore e alle sue preferenze, comunicherà ciò che più si avvicina ai gusti del proprio interlocutore. Cambia radicalmente il concetto di pack: da silenzioso venditore a loquace consulente.

Smart packaging e “touch point”

Rimanendo sul tema dell’integrazione di fisico e digitale, si tenga in considerazione un paio di aspetti. In primis, si pensi a quanto gli smartphone siano diventati essenziali nella nostra vita quotidiana, ormai sono divenuti un prolungamento del nostro braccio. A conferma di ciò, si osservi che i device mobili (smartphone, tablet, smartwatch…) sono circa 5 miliardi nel mondo e che l’utilizzo di internet da questi ha superato le connessioni da postazione fissa (PC) (“Global Digital report 2018”). Gli individui sono costantemente connessi con la rete mobile tramite i propri device, in ogni momento della loro giornata. Questo primo ragionamento in merito all’iperconnessione dell’uomo moderno ci porta alla nostra seconda considerazione: il cambiamento dell’esperienza di acquisto del consumatore odierno. Essa sta evolvendo in maniera radicale:

i processi di consumo stanno diventando sempre meno lineari, più dinamici e molto più complessi del semplice step by step alla base dei modelli tradizionalmente impiegati per descrivere il comportamento del consumatore

(Mandelli e Arbore, 2015 p.69)

Ciò significa che se in passato il consumatore procedeva linearmente nella propria esperienza di acquisto (prima ricercava le informazioni, poi andava in punto vendita ad acquistare il prodotto e infine lo valutava), adesso il processo è mutato. Ora l’individuo si trova costantemente a contatto con le imprese tramite “touch point” sia di tipo fisico che di tipo virtuale, lungo tutta la propria esperienza di acquisto. In un contesto del genere, le imprese si trovano a dover elaborare una strategia integrata capace di accompagnare il consumatore nella propria customer journey, sia online che offline e senza soluzione di continuità.

Esempi di touch point fisici e digitali che incontra il consumatore lungo la sua esperienza di acquisto, lo smart packaging permette alle imprese di garantire una continuità tra fisico e virtuale. 

Conclusioni

Lo smart packaging può divenire un’opportunità importante per le imprese. Lo smart packaging può trasformarsi in un touch point capace di dialogare con il consumatore, raccogliere informazioni e accrescere l’esperienza in punto vendita. In un mondo dove i punti di contatto tra impresa e consumatore sono veramente tanti, lo smart packaging si inserisce come un touch point a cui il consumatore fa particolare attenzione: in media ogni giorno una persona interagisce con gli imballaggi circa 35 volte. E in più, si consideri anche che il packaging costituisce un touch point che accompagna il consumatore sia in-store che out-of-store. In definitiva, un touch point fisico che, se giustamente utilizzato in ottica “smart”, può coinvolgere il consumatore in una esperienza tra fisico e virtuale e renderlo davvero entusiasta. 

Rimane quindi alle imprese il compito di saper coinvolgere l’utente attraverso l’uso dello smart packaging, in modo da migliorare il valore della relazione, del prodotto e del servizio.


Fonti:
Global digital report 2018 (ultima visualizzazione 22/11/18)
Infopackaging.it (ultima visualizzazione 22/11/18) 
Mandelli A., Arbore A. (2015), Marketing Digitale, Egea, Milano.
Packagingobserver (articolo 1, articolo 2, articolo 3) (ultima visualizzazione 22/11/18)
Global digital report 2018 (ultima visualizzazione 22/11/18)

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