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The Future of Packaging Design: Toward a Smart and Sustainable Era

Il 6 dicembre 2019 si è tenuta presso la Fondazione Golinelli a Bologna la prima edizione del Future Design Packaging.
Si parla di packaging e, secondo voi, noi di Blue Box potevamo mancare? Siamo stati invitati in questa giornata completamente dedicata al packaging, in cui abbiamo avuto conferma della direzione verso cui tutto il settore si sta muovendo.
Cos’è il future design packaging? Il Future Design Packaging è un simposio internazionale con focus sul mondo dell’imballaggio, che ha lo scopo di divulgare studi e ricerche innovative nel settore del packaging. Attraverso i casi aziendali proposti nel corso della giornata, l’obiettivo è stato quello di definire i driver e i trend che spingono il settore dell’imballaggio verso il futuro. L’evento organizzato dall’Università di Bologna ha avuto l’appoggio di CONAI e ItaliaImballaggio, che si sono fatti partner della manifestazione. Non è mancato ovviamente il sostegno delle istituzioni e delle università che hanno anch’esse partecipato attivamente alla creazione di questo evento.

Tanti gli ospiti, tanti i protagonisti del settore e tante le aziende che si sono trovate a discutere sui temi attuali del mondo packaging. Barilla, Amadori e Coop Italia tra le aziende nazionali di spicco, ma anche tanta presenza internazionale con Repack (Finlandia), TIPA (Israele) e TriCiclos (Cile), a testimonianza di quanto il tema sia importante e sentito da tutta la filiera e da tutto il mercato mondiale.

L’interno della Fondazione Golinelli a Bologna.

Perché a Bologna?

Non si poteva scegliere luogo più adatto per lo svolgimento di questo evento. Bologna è al centro della Packaging Valley: un’area in cui un infinito numero di grandi imprese e PMI sono inserite nel mondo dell’imballaggio. Un distretto dove la concentrazione di conoscenze, competenze e know-how hanno permesso la continua crescita del settore del packaging. Dalle macchine per il confezionamento al commercio di imballaggi, dalla plastica al metallo, dall’alimentare al non-food.: l’Emilia è un polo unico nel contesto mondiale nel settore del packaging.

Il tema della giornata: “Towards a Smart and Sustainable Era”

Il tema della giornata è stato quello di comprendere le soluzioni che le imprese hanno adottato, per rendere il proprio packaging sostenibile ed intelligente. Perché è proprio li che il mercato vuole che il settore si muova, verso sostenibilità e circolarità. Sono queste le parole chiave del settore, sono queste le parole che guidano le scelte dei consumatori. Le imprese si domandano: come essere sostenibili? Come favorire un’economia circolare? Attraverso i diversi case studies, si è provato a dare una risposta a queste domande e si sono osservati i grandi trend del momento.

I case studies

Alcune imprese ritengono che lo smart packaging  (di cui avevamo già parlato qui) possa rendere l’utilizzo del packaging più sostenibile e circolare. E’ il caso di EVRYTHNG società che opera nel mondo dei big data e che ritiene che l’utilizzo dei dati possa guidare il cambiamento. Nel mondo B2C, saper utilizzare (e quindi analizzare) i dati può permettere alle imprese di creare valore per il consumatore. Il packaging in questo caso rappresenta un touch point importante per le imprese, in special modo se si riesce a far diventare il nostro packaging “intelligente” e capace di comunicare all’impresa dati in maniera autonoma e in tempo reale.

Altri ritengono che la risposta sia nel processo di gestione dell’imballaggio e propongono come soluzione il RIUTILIZZO. E’ il caso di RePack, azienda finlandese che produce packaging polimerico, che ha creato un imballaggio di plastica multiuso per la consegna dei prodotti e-commerce. Il loro imballo, una volta utilizzato, può essere infilato nella cassetta delle lettere, spedito all’azienda e riutilizzato per la consegna a domicilio. Tutto in cambio di un piccolo premio al consumatore, utilizzabile per sconti e acquisti online.

Interessante osservare che molti ritengono sbagliato riciclare. Certo, il RICICLO rappresenta un ottimo modo per ridurre nel breve termine le problematiche ambientali, ma non riduce le conseguenze dell’overpackaging sul lungo periodo. Si pensi che riciclare riduca la qualità dei prodotti “di seconda generazione” creando packaging inutilizzabili ad esempio plastiche che possiedono qualità e caratteristiche inferiori. Secondo TIPA (azienda israeliana che produce film plastici organici), l’obiettivo è quello di creare una circular economy dove l’imballaggio rappresenti un elemento che, una volta smaltito correttamente, possa essere reinserito nell’ambiente senza effetti inquinanti.

La soluzione di packaging sostenibile proposta da RePack, basata sul riuso del prodotto.

Conclusione

Insomma, sono tante le soluzioni di design che sono state proposte durante il Future of Design Packaging 2019. Cosa possiamo concludere?

Innanzitutto, l’ambizione dell’evento è quello di creare un osservatorio permanente sul packaging, che possa ogni anno far emergere con chiarezza i trend del settore. Con la collaborazione di enti e istituzioni e la partecipazione attiva del mondo imprenditoriale, il Future of Packaging Design può diventare un punto di riferimento del mondo dell’imballaggio. Velocizzare i processi innovativi delle imprese, condividere conoscenza con tutta la filiera e rafforzare il network: questi sono i risultati a cui aspira il #FutureDesignPack.

In secondo luogo, il futuro dell’imballaggio è chiaro: dovrà essere sostenibile e smart. Come raggiungere questo traguardo? Le imprese stanno sperimentando tante soluzioni: tecnologie al servizio del packaging, riciclo e riutilizzo dell’imballo sono le strade più battute. Non c’è quindi una risposta univoca e certa. La direzione è quella, sta alle imprese scegliere quale strada percorrere.

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